Come? Secondo voi ho deciso di pubblicare qualche somma trattazione sulla sopravvivenza in GW in qualche zona molto pericolosa? naaa… meglio, molto meglio!… o peggio, molto peggio!.. dipende da quale parte state
Diciamo che questa potrebbe essere una guida di sopravvivenza non “per” i monk ma “ai” monk…. e “ai” war… ditemi cosa state pensando:
a) I monk amici, di solito, non ti attaccano
b) i war amici, di solito, attaccano i nemici
quindi… in che senso “sopravvivenza”? vediamo di spiegare…
All’interno di una squadra di solito sono presenti dei monk, a meno che non pensiate di essere così Pro da poterne fare a meno
e a loro di solito sono demandate tutte le attività di cura e sostentamento… a meno che qualcuno dei monk non sia necro di seconda e faccia di tutto per farvi schiattare in modo da evocare il suo bel “golemuccio” di livello 24 (a volte 25 se ci si mette proprio di impegno)
Quindi tutto bene finché i monk fanno i monk… mmm… sicuri, sicuri? Lasciatemi enunciare qualche caso.
Se avete iniziato a giocare a GW un bel po’ di tempo fa siete sicuramente passati attraverso le avventure di Prophecies e soprattutto siete passati attraverso le amorevoli cure di Alesia! l’unica monk che per curare i war si affianca loro in battaglia
… e ditemi che non vi è mai capitato di dover, voi war, ressare Alesia
… non che Lina come protettrice facesse di meglio…
Se avete giocato invece con Factions avrete sicuramente fatto la conoscenza di Jamei e Sorella Tai… che dire… non diciamo niente và… forse avrebbero più successo in qualche “produzione di film per adulti”, da non confondere con l’Hard Mode recentemente istituito.
Fratello “sono sempre in mezzo come il prezzemolo” Mhenlo è onnipresente in tutte le campagne come sono onnipresenti, almeno nei primi due capitoli, i suoi battibecchi con Cynn. Non lavora malissimo (confesso che una volta in Nightfall, rimasto vivo solo lui, ha salvato tutta la squadra e siamo riusciti a finire la coop). Mi pare però che le situazioni in cui abbiamo dovuto badare alla sua vita siano parecchie… ricordate la frasetta: “Mhenlo non deve morire“, scritta in apertura alle coop?
Poi ci sono i monk “umani”, i vari compagni che si aggregano alla vostra squadra, sia casualmente, sia perché amici o componenti della vostra Gilda: ecco queste sono le persone alle quali è più difficile sopravvivere
sì perché, a differenza dei Bot e degli Eroi, i monk umani, nel loro piccolo si incazzano
e così cominciano a mancare, bond, cure, i personaggi muoiono più frequentemente…
In questi giorni è in corso una amichevole diatriba in Gilda sull’importanza dei monk: chi dice di poterne fare a meno, chi dice che senza monk tutti vengono meno, chi non non vuole venire più meno e allora si schiera con l’uno o l’altro monk per carpirne i favori, chi fa favori ai monk per tenerseli buoni, chi fa il buono per tenersi il monk… insomma un grande via vai di idee che saltuariamente cozzano le une con altre. Un bel kaos direte? Ovvio!!!
Fondamentalmente io sto dalla parte dei monk, non sono così masochista da inimicarmene uno, perché so da dove può arrivare la vendetta… l’ho visto in pratica (a danno di altri)
Ecco, se volete, la summa della guida può essere: “Vivi in simbiosi con il tuo monk“, che detto così potrebbe essere il titolo di qualche libro di Konrad Lorenz. Invece qui, più che di etologia, si parla di etica:
“Tu war (o altro personaggio) attacca senza timore: il tuo monk veglierà su di te”
“Tu monk veglia su di loro, perché faranno di tutto per non far giungere i nemici fino a te”
questa la teoria… Quindi tutto bene anche finché i war fanno i war… mmm… sicuri, sicuri?
Guardate cosa succede nella pratica…
- Il war avanza con l’obiettivo di prendere l’aggro di tutti i nemici.
- Nessuno dei nemici bada minimamente al war e passa oltre, tranne uno che ha il compito di fermarsi a ridere in faccia al war.
- L’esploratore nel frattempo si è imboscato nel punto più lontano possibile, con i nemici giusto 1 millimetro fuori dalla portata del suo arco lungo (così non colpiscono nemmeno lui
): ci si accorge che esiste solo perché ogni tanto domanda, inutilmente, al monk di ressare la propria mascotte. - i nemici convergono sul monk e sugli altri caster che diventano improvvisamente campioni di corsa.
- dovendo correre il monk non può curare e i caster muoiono di lì a poco.
- Il war, che nel frattempo si è “finalmente” accorto di cosa sta succedendo, corre indietro con l’intento di aiutare il monk, non accorgendosi che invece è “finalmente” riuscito ad aggrare una massa di nuovi nemici appena apparsi, portandoli tutti verso il monk…
- … il monk, che era riuscito a seminarli quasi tutti, tranne uno, giustamente scappa… e il war lo insegue, e non capisce perché il monk scappa, dopotutto ha solo un nemico alle costole e se si fermasse ci penserebbe lui a sistemarlo.
…i monk servono per curare, i war servono per combattere, ma tutti e due, quando ci si mettono riescono a fare un bel po’ di Kaos
Ciao,
Michele
ti sei dimenticato di aggiungere quel war che nn hanno bisogno dei monk per uccidere i ragni… quello che in realtà sono aracnofobici e cerca di sfidare le proprie paure…
quello che se ieri sera nn lo curavo, andando contro il mio volere e quello dell’altro monk, ci faceva uccidere tutti…
ma questo nn diteglielo, anche quel war ha un orgoglio…
ah dimenticavo di aggiungere…quello che speriamo prenda l’elementalista la prox volta ^^(W Jandra)
Si si si si si… è ESATTAMENTE così che funziona: in questo post è descritta in modo eccelso la scarsità di neuroni presente all’interno degli elmi posti sulle test di CERTI guerrieri… i quali dovrebbero leggere e rileggere, imparare a memoria e SFORZARSI di capire che la loro PRESUNTA forza raggiunge pressoché la quantità de IL NULLA se non abbinata ad una MINIMA intelligenza… e ovviamente all’IMMANCABILE supporto di monk PROfessionisti
PS: scherzi a parte, molto divertente… ma unico appunto per la mascotte ressabile dal monk… è uno scherzo vero?
Il fine ultimo è il divertimento… quindi cos’è “scherzo”, se non unicità metafisica della molteplicità di possibilità reali, che sopravvengono le une sulle altre nella temporalità dei fatti, laddove tutto e insieme del nulla e nulla è per caso nell’assoluto……mi tocca sempre spiegare tutto
viva i monk! (e la mia Blanc Chinois
)